sabato 23 ottobre 2010

Verbali della seconda confessione di Michele Misseri. Segue analisi

Ecco il verbale della seconda confessione di Michele Misseri. 
È venerdì 15 ottobre: Michele Misseri, che nella notte tra il 6 e il 7 ottobre aveva confessato di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi, facendo in seguito ritrovare anche il cadavere, è di nuovo interrogato dal PM Mariano Buccoliero. È presente anche il difensore Daniele Galoppa. Come si leggerà, il reo confesso assassino smentisce quanto affermato nel corso nella precedente deposizione, ovvero che aveva commesso il delitto da solo  all'insaputa di tutti, comprese la moglie e la figlia Sabrina: invece, a sorpresa, chiama in correità proprio sua figlia.


PM MARIANO BUCCOLIERO: ... chi porta Sarah nel garage, Michè?
MICHELE MISSERI: L'ha portata Sabrina (...) Forse Sabrina l'ha portata giù per verificare il fatto che io avevo messo la mano.

PM: Sì, quindi qualche giorno prima che avevi messo la mano sul sedere di Sarah.
MICHELE MISSERI: Sì, a quel punto non ci ho visto più e l'ho legata.

PM: Quindi è scoppiato un litigio giù?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)

PM: Cioè Sabrina non ci credeva? (...) Sarah invece diceva che era vero questo fatto.
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: E quindi poi, quando è arrivata a casa, Sarah ha visto prima Sabrina, quindi è passata dal cancelletto, è entrata dentro e ha incontrato Sabrina: è così, Michele?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)

PM: Sarah voleva venire nel garage, voleva chiarire pure lei o lei si rifiutava?
MICHELE MISSERI: Si rifiutava. (...)

PM: E come è stata portata Sarah da Sabrina, in che modo è riuscita a portarla?
MICHELE MISSERI: L'ha portata così malamente (...) con la forza (...) l'ha tirata. (...)

PM: Sarah voleva scendere nel garage?
MICHELE MISSERI: No, non voleva scendere.

PM: E che cosa diceva? «Lasciami stare, voglio tornare a casa»? Che cosa diceva? (...)
MICHELE MISSERI: Diceva: «Lasciami stare e fammi andare a casa». (...) Sabrina ha detto: «no, adesso mi devi far sentire con la tua bocca cosa è successo».

PM: Sì, e quindi?
MICHELE MISSERI: E poi in quel momento io non ci ho visto più. (...) Sabrina l'ha bloccata (...)

PM:
Ma tu che cosa hai detto a loro due Michè? 

MICHELE MISSERI: Io a loro due ho detto che non era vero (...)

PM: ... eh ma Sarah ha detto: «E' vero che c'è stata la mano sul sedere», poi?
MICHELE MISSERI: Sì. (...)

PM: E Sabrina, quando Sarah ha detto questo, che reazione ha avuto? Si è arrabbiata con Sarah? 

MICHELE MISSERI: Si è arrabbiata con Sarah per quello che aveva detto (...) Non so se le ha dato uno schiaffo, non mi ricordo (...)
MICHELE MISSERI: Con le mani la teneva stretta

PM:
Ma abbracciandola tutta quanta?
MICHELE MISSERI: Sì. ( .. .)

PM: E Sarah che cosa faceva Michè?
MICHELE MISSERI: Se ne voleva andare (...) gridava. (...) Ho detto: «lasciala andare»; ha detto [Sabrina: n.d.e.]: «no mi deve dire prima la verità cosa è successo; (...) poi in quel momento io ho perso io pazienza. (...)

PM: ... tu quando Sabrina la teneva stretta hai messo la corda intorno al collo di Sarah?
MICHELE MISSERI: Al collo di Sarah.

PM: E hai stretto.
MICHELE MISSERI: Ho stretto.

PM: Quando tu hai stretto, Sabrina ha continuato a mantenerla stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: No, si è presa paura e l'ha lasciata.

PM: Quando l'ha lasciata? Quando tu l'avevi già stretta?
MICHELE MISSERI: Quando la stavo stringendo. (...) Sabrina ha detto: «lascia stare ora l'ammazzi eh ... »(...) mi ha detto: «finiscila»; però la forza che avevo io era troppa... (...)

PM: ... per quanto tempo Sabrina ha continuato a tenerla stretta, mentre tu le attorcigliavi la corda al collo?
MICHELE MISSERI: Roba di minuti. (...)

PM: Sabrina stava piangendo quando comunque ancora la teneva stretta a Sarah?
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: Quanto tempo è durata questa azione Michè? 

MICHELE MISSERI: Non so, saranno stati cinque, sei minuti. (...) [poi] Sabrina si è presa paura e se ne è andata sopra, io l'ho coperta con un cartone. (...).

PM: ... quando Sabrina stava stringendo, abbracciandola quasi Sarah, va bene, in quel momento Sarah stava piangendo?
MICHELE MISSERI: In quel momento sì. (...)

MICHELE MISSERI: [Sabrina] La teneva con le braccia, poi se ne voleva andare che si è girata, in quel momento l'ho messa ...

PM: Però lei, Sabrina, in quel momento continuava comunque a tenerla stretta con le braccia
MICHELE MISSERI: Si la teneva stretta con le braccia, però il corpo di sopra era libero. (...)

PM: Ma quando stavi stringendo, Sabrina non ha cercato di fermarti?
MICHELE MISSERI: No, Sabrina si è presa pure lei paura ... (...) non ha parlato di Mariangela, solo si è scioccata e se ne andata sopra.

PM:
Ma Sabrina aveva la borsa di mare, l'asciugamano oppure era scesa ...
MICHELE MISSERI: no, ce l'aveva solo Sarah. (...)

AVVOCATO:
Quando ha stretto al collo la corda a Sarah, aveva intenzione di ucciderla?
MICHELE MISSERI: No, volevo darle solo una lezione. (...)

AVVOCATO: E questo perché? Te lo aveva detto Sabrina?
MICHELE MISSERI: Sì. (...) non si poteva sapere per gli altri (...) sapere in giro (...) in paese ...

PM: Sapere in giro il fatto che lei aveva toccato il sedere della bambina, che l'aveva molestata?

MICHELE MISSERI: Sì.

PM:  Perché Sarah minacciava di dirlo in giro? 

MICHELE MISSERI: Sì.

PM: E questo qua lo ha detto Sarah a Sabrina? 

MICHELE MISSERI: Sì.

PM: Cioè Sabrina le ha detto: «papà vedi che dobbiamo dare una lezione a Sarah, se no quella va in giro a dire che tu l'hai molestata»?
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: ... e questo te l'ha detto lo stesso 26?
MICHELE MISSERI: Sì (...)

AVVOCATO: Quando stavi pranzando?
MICHELE MISSERI: Sì.

AVVOCATO: E stavi pranzando da solo in quel momento?
MICHELE MISSERI: Sì, stavo pranzando da solo. (...)

AVVOCATO: Ma ti ha detto Sabrina di prendere la corda, Michè?
MICHELE MISSERI: No la corda l'ho presa da me stesso. (...)

PM: ... in quella circostanza Sabrina ti ha detto che ti avrebbe portato Sarah sotto il garage?
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: Quindi ti ha detto, siccome doveva venire alle due e mezzo per andare a mare te la prendo io e te la porto nel garage e le diamo questa lezione.
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: Ma che tipo di lezione voleva dare Sabrina? Come ha detto? «Dobbiamo dare botte, dobbiamo... », che cosa dovevate fare?
MICHELE MISSERI: No, le volevo solo mettere la corda al collo per spaventarla. (...)

PM: ... con Sabrina avete concordato che dovevate metterle la corda al collo per spaventarla?
MICHELE MISSERI: Sì.

PM: Quindi era d'accordo Sabrina in questo discorso?

MICHELE MISSERI:


Cosa dire? Non sembra una confessione di Michele Misseri ma una ricostruzione del PM che l'accusato si limita solo a confermare. E' difatti il PM che imbocca il Misseri, che delinea i fatti, che suggerisce le frasi dette. Il Misseri non fa altro che ripetere le stesse parole del PM. Dove vuole arrivare Michele Misseri? Qual è la strategia della difesa? Sembrerebbe che la cosa migliore per questo galantuomo è inquinare le acque, creare confusione, disseminare dubbi, ribaltare le opinioni. Non è lui l'assassino. Anzi, lui è la vittima. Vittima di una famiglia dove lui non conta nulla. Non ha ucciso nessuno. Hanno fatto tutto le donne di casa che lo hanno sempre asservito, schiavizzato, comandato. Non è neppure vero che ha mai violentato il cadavere della piccola S. E' stata una bugia per rendere ancora più credibile la sua confessione. Lui ha solo occultato il cadavere. Il vero demonio in tutta questa drammatica faccenda è sua figlia, la prediletta, Sabrina.
Ma le cose stanno veramente così? La strategia Bebawi potrebbe dare i suoi risultati. I Bebawi furono accusati nel 1964 di aver assassinato l'egiziano, loro connazionale, Faruk Churbagi. Non si seppe mai chi dei due fosse stato materialmente l'autore del delitto. I coniugi Bebawi si accusarono a vicenda cosicché vennero entrambi assolti poiché non si poteva condannare un innocente. In appello le cose cambiarono ma nel frattempo i Bebawi lasciarono l'Italia. Ecco: la difesa Misseri vuole riproporre lo stesso scenario. Chi ha ucciso S., lo zio o la cugina?
Proviamo ad analizzare questo stralcio di verbale e cercare di capirci qualcosa.
Ricostruzione
In sostanza Michele Misseri dice che quel maledetto 26 agosto, lui pranzava da solo quando Sabrina lo interrompe dicendogli che bisognava dare una lezione a S., la quale era colpevole di aver detto che lui la molestava. L'idea era quella di portarla in garage, farle dire come stavano le cose, spaventarla dandole una lezione in modo che non si sognasse di raccontare in giro certe cose. Per dissuaderla Michele avrebbe dovuto porle una corda attorno al collo. Non c'era volontà omicidiaria in questo piano. Dovevano solo insegnarle a vivere. S. viene attirata a casa Misseri con la scusa della scampagnata al mare. Sabrina la costringe a scendere nel garage, S. è recalcitrante  per cui è Sabrina è costretta a farla scendere con la forza. Qui giunti, la ingiunge di dire la verità. Vuole sapere i fatti. S. conferma che lo zio le aveva toccato il sedere. La reazione di Sabrina è violenta, non vuole credere alla cugina e le molla uno schiaffo, anche perché Michele nega le circostanze. A quel punto succede qualcosa. Michele, come d'accordo con la figlia, aveva portato la corda che sarebbe servita solo a spaventare S. e gliela lega al collo. Nel frattempo Sabrina tine ferma per le mani e poi per la vita, S. Michele stringe la corda oltre il dovuto tanto che Sabrina lo redarguisce che forse sta esagerando. Mentre lui continua a stringere Sabrina piange. Poi però si spaventa e se ne esce. Non si capisce se S. nel frattempo è morta oppure no. Intanto che Michele nasconde il cadavere di S. sotto un cartone, Sabrina emerge dalla cantina e va a incontrare l'amica Mariangela.
Mmmmmmhhh....
Analizziamo punto per punto tale evento delittuoso.

All'ora di pranzo Sabrina affronta il padre e gli dice che devono dare una lezione a S. poiché va dicendo in giro che lui la molesta.
Conseguenza logica: Sabrina e il padre devono già aver affrontato l'argomento. Girava una voce che diceva che S. e Sabrina avrebbero litigato il giorno prima proprio per queste affermazioni di S. Comunque, Sabrina non deve averle considerate veritiere poiché altrimenti non si sarebbe infuriata tanto. Infatti, nel garage, avrebbe dato anche uno schiaffo a S. dalla rabbia. Michele ha negato in presenza delle due, ciò implica che ha negato anche con Sabrina. Ma se questo è vero, allora il padre non è per Sabrina un molestatore. Non ha molestato mai neppure lei. Altrimenti non si sarebbe meravigliata così tanto del comportamento paterno. In ogni caso, nella confessione, Michele tiene lontano la moglie. Cosima Serrano non è presente quando Sabrina decide di dare una lezione a S.; non è presente al momento del delitto; non è presente quando arriva l'amica Mariangela. Dunque, la donna sarebbe fuori dalla questione. Ma quando Sabrina avrebbe architettato tutto? Lì per lì? All'ora di pranzo? Non dimentichiamoci che S. quella mattina è andata a casa Misseri e si è messa d'accordo con la cugina che alle 14:30 sarebbero andate al mare. In questo scenario, dunque, S. è stata molestata, ha litigato con la cugina la sera prima, eppure il giorno dopo decide tranquillamente di recarsi in spiaggia con lei come se nulla fosse accaduto. Continuiamo a credere a Michele Misseri. In questa sua ricostruzione Sabrina avrebbe progettato tutto forse già dal giorno prima anche se ha comunicato al padre solo a mezzogiorno la sua decisione. E perché non prima? In ogni caso il Misseri asseconda la volontà della figlia senza discuterla. Sta già disegnando il suo ruolo di emarginato e sottomesso all'interno della famiglia. Dicevamo, nel frattempo Cosima Serrano non è al corrente di nulla. Per questo la cosa va fatta in garage. Ma se questo è vero perché Sabrina ha dovuto costringer S. a varcare quella maledetta soglia? Se era un piano preordinato avrebbe trovato un sistema per farla accedere nella cantina senza aver bisogno di questa costrizione che avrebbe rischiato di richiamare non solo l'attenzione della madre ma finanche di un passante o un vicino. E poi, se era loro intenzione darle una tale lezione, lo facevano in un luogo che dà proprio sulla strada?

Sarah ribadisce le accuse alla zio. Sabrina reagisce dandole uno schiaffo. Michele nega ogni cosa poi perde la pazienza e attua il piano stringendo la corda al collo della nipote. Sabrina la tiene ferma ma lui stringe troppo. Sabrina piange ma non si oppone.
Dunque, Sabrina urla, Sarah urla. Non urlano cose da nulla. Parlano delle presunte molestie di Michele a danno di Sarah. Insomma, Sabrina vuole mettere a tacere la cugina però nello stesso tempo affronta l'argomento quasi in strada con il rischio di farsi sentire da tutti! Non mi sembra molto intelligente la cosa. Inoltre, quando Sabrina non era ancora indagata, gli inquirenti hanno fatto il diavolo a quattro asserendo che non era possibile che nessuno avesse sentito Michele strangolare la nipote.  Però, pare a loro normale, in questo nuovo scenario, che nessuno in strada, o la stessa Cosima, non abbia udito urla, schiaffi e quant'altro. Nella prima verità di Michele, il garage è un colabrodo dal punto di vista dell'acustica. In quest'altra versione, che vede Sabrina complice, invece il garage ha una perfetta tenuta da questo punto di vista.
Allo scatto di Michele, Sabrina si limite a dirgli di fare piano, di non stringere troppo, tuttavia continua a tenere ferma la piccola S. Ora, dando ancora una volta per vera la versione di Michele, vi sembra logico che lo strangolamento di una persona non provochi tutt'altra reazione? Non è che Sabrina si potesse sbagliare, quando ti stanno per strangolare non è come se ti avessero dato un piccolo giro di corda attorno al collo. Insomma, se l'intento di Sabrina era solo quello di dare una lezione alla ragazza, di fronte allo strangolamento avrebbe dovuto reagire diversamente anche perché suo padre che agli occhi suoi non era neppure un molestatore poteva diventare, a questo punto,un assassino. Eppure, non fa nulla. Non ferma il padre. Si limita a tenere S. e a piangere. In questa ricostruzione S. non avrebbe dovuto morire; e Michele che stringe oltre il dovuto perché ci mette troppa forza per 5/6 minuti. Come si può credere che una persona che stringe il collo di un'altra per così tanto tempo non si renda conto che la sta ammazzando? e come è possibile che non se ne renda conto neppure il suo complice? Tutto questo non ha senso. Se Sabrina piange vuol dire che non aveva intenzione di uccidere la cugina. Ma allora perché lascia che Michele lo faccia?

Sabrina esce dal garage e incontra Mariangela. Michele intanto nasconde il cadavere sotto un cartone.
Michele ha appena ucciso S. La figlia non è riuscito a fermarlo. Ha pianto. Ma quando subito dopo incontra Mariangela questa non vede tracce di lacrime o singhiozzi sul volto dell'amica. Come è possibile? Mariangela asserisce che vede Sabrina sconvolta. Un termine che forse è stato usato da Mariangela quando il caso è diventato nazionale. Solo dopo le  è sembrato sconvolgimento quello che all'inizio altro non era che preoccupazione perché S. non arrivava. E del resto, neppure la stessa Mariangela che ha appena percorso lo stesso tragitto di S, non l'ha veduto. Se Sabrina aveva già cominciato a preoccuparsi per il ritardo, quando Mariangela asserisce che per strada S. non si è vista, allora e solo allora Sabrina si allarma. Allora e solo allora comincia a sconvolgersi.
Intanto il Misseri nasconde il corpo di Sarah in un cartone. Perché dovrebbe farlo? Sabrina impedirà certamente all'amica di affacciarsi al garage. Non è mica scema. Infatti sale subito in macchina e vanno a casa di S. a cercarla. Ma neanche dai familiari di S. vengono notate le recenti lacrime di Sabrina. Allora cosa c'è da pensare? Una cosa molto semplice: Michele Misseri nasconde il corpo della ragazza perché l'unica persona che potrebbe affacciarsi per chiedere infiormazioni su Sarah è proprio Sabrina. Michele vuole nascondere a Sabrina il delitto. Se glielo vuole nascondere vuol dire che la ragazza ne è all'oscuro.

Conclusione
Michele Misseri mente. Mente su tutti i fronti. Mi fa meraviglia che un PM creda alle sue parole. Mi fa paura pensare che chiunque di noi possa venir giudicato in questo modo sbrigativo e secondo me superficiale. Magari hanno altri elementi. Ma io mi baso solo su queste confessioni pubblicate sui giornali.
Quando mente il Misseri? Dall'inizio alla fine. Ma soprattutto mente perché non tiene conto di un fatto: Mariangela Spagnoletti. Mi spiego. In tutta questa ricostruzione manca qualcosa. Sabrina avrebbe voluto dare una lezione a S., affrontare un argomento così spinoso, fingere uno strangolamento mentre da un momento all'altro sta per arrivare l'amica. Ricordiamoci che Mariangela non arriva lì per caso ma su espresso invito di Sabrina. Attenzione: Sabrina manda un sms a Mariangela per avvertirla di mettersi in cammino. Mariangela arriverà con l'auto, non  a piedi, e vi impiegherà pochi minuti. Infatti, fra il momento in cui S. esce di casa (14:30) e l'arrivo di Mariangela (14:38, volendo stare larghi) vi sono 8 minuti. Vogliamo toglierne 4 per dare a S. tutto il tempo di arrivare? Ne rimangono altri 4. Sabrina in 4 minuti ha deciso di discutere delle molestie del padre - che nessuno deve sapere! - mentre sta per giungere una terza persona. Trascina S. con la forza in cantina (o garage) mentre sta per arrivare una terza persona. Fa dire a S. come sono andate le cose mentre sta per arrivate una terza persona. Le vuole far stringere una corda al collo mentre sta per arrivare una terza persona che da lì a poco sarebbe andata con loro due al mare!!!
Misseri mente perché i tabulati telefonici dovrebbero dirci quando Sabrina invia l'sms a Mariangela. Intorno, credo, alle 14:32. Ma di questo messaggio inviato da Sabrina, Misseri non ne fa menzione.
Se queste sono le rivelazioni che hanno portato Sabrina in carcere, una ragazza di 22 anni che rischia l'ergastolo per concorso in omicidio, beh, allora siamo tutti in pericolo. Ognuno di noi può commettere un assassinio con un parente in casa e con un amico che da un momento all'altro può arrivare. Si uccide in brevissimo tempo, per futili motivi, e la si fa pure franca.
Adesso si dice che forse S. in realtà è stata uccisa in casa da Sabrina e per motivi del tutto diversi: gelosia per un ragazzo verso il quale lei nutriva dei sentimenti ma che era anche nel cuore di Sarah. Insomma, Michele Misseri che ha confessato il delitto asserendo che ha ucciso S. con una cordicella (l'autopsia conferma: S. è stata uccisa con una corda); Michele Misseri che fa trovare il cellulare per depistare (si dice); Michele Misseri che fa rinvenire il cadavere di Sarah; Michele Misseri che sa che S. è stata sepolta nuda (come infatti è stata ritrovata); Michele Misseri che confessa un abuso sessuale su un cadavere (cosa che solo un pervertito può immaginare di dire); Michele Misseri che cambia ogni volta versione; Michele Misseri  che non esita a mandare in galera una figlia con la prospettiva dell'ergastolo; Michele Misseri che dà un  movente plausibile per l'omicidio; Michele Misseri che finge così bene davanti alle telecamere un dolore mai provato per la scomparsa della nipote... Michele Misseri alla fine è quello innocente, che non c'entra nulla, che non ha fatto nulla, che magari uscirà persino dal carcere. Sabrina invece, che ha dato subito l'allarme,  che fino a prova contraria non ha confessato nulla, non ha toccato nessun  cellulare, non ha fatto rinvenire nessun cadavere, non ha un creduto alla versione del padre... quella invece risulta la principale colpevole. Mah....



venerdì 22 ottobre 2010

Confessione Michele Misseri

Questa confessione è stata pubblicata l'11 ottobre. Qui Michele Misseri ammette l'omicidio attribuendo solo a se stesso la responsabilità e facendo chiaramente intendere che il movente è stato di tipo sessuale. Rimane, in questa ricostruzione, il dubbio del perché Sarah sarebbe scesa nel garage per salutare lo zio allorché questi aveva già provato a molestarla. Le cose, a riguardo, devono essere andate diversamente. A non credere alle parole del Misseri è la medesima figlia Sabrina, quella stessa che poi verrà indagata per concorso in omicidio. Dovrebbe essere stata proprio lei ad attirare S. nella cantina. Se così fosse non si capisce perché Sabrina avrebbe dovuto porre in dubbio le parole del padre assassino che lasciavano lei fuori dalla questione.



PM: Ma lei quando ha visto Sarah? Mentre stava scendendo o quando ha detto zio?

MISSERI: No, quando ha detto zio

PM: Ah, ho capito. Quando ha detto zio lei ha alzato la testa e ha visto Sarah

MISSERI: e ho visto Sarah, poi non lo quello che mi è successo, Sarah si è girata di spalla

PM: perché si è girata di spalle?

MISSERI. Non lo so

PM: doveva risalire, doveva prendere qualcosa?

MISSERI: forse stavo guardando, si è girato, e io ho preso un pezzo di corda e l’ho attorcigliata al collo

PM:

MISSERI: e dopo cinque minuti

PM: ha stretto forte? Ha stretto forte?

MISSERI: sì

PM: dopodichè quando si è reso conto che era esanime a terra, cosa ha fatto?

MISSERI: ho preso la macchina, ho aperto il portone...

PM: no, poi arriviamo alla macchina. Lei questa corda l’ha lasciata attaccata al collo e gliel’ha tolta?

MISSERI: no, l’ho tolta

PM: e dove l’ha messa?

MISSERI: e poi l’ho fatta sparire

(...)

PM: prima di depositare Sarah in quel pozzo dove ci ha portato e ci ha fatto vedere e ritrovare il cadavere, cosa ha fatto?

MISSERI: l’ho portato sotto l’albero di fico di mio padre

PM: che quanto è distante dal posto dove ha abbandonato poi Sarah?

MISSERI: trecento metri

PM: con la macchina è andato proprio sotto l’albero di fico?

MISSERI: non si vedeva

PM: ho capito, quindi la macchina era nascosta dall’albero di fico? Cosa ha fatto, ha spento il motore della macchina?

MISSERI: sì

PM: ed è sceso

MISSERI: sì

PM: ha aperto il cofano di dietro? Cosa ha fatto?

MISSERI: ho sceso Sarah a terra e l’ho spogliata

PM: l’ha scesa, l’ha presa in braccio così

MISSERI: sì, in braccio, sì sì

PM: e l’ha portata immediatamente dietro il parafango posteriore?

MISSERI: a terra

PM: o l’ha messa di lato alla macchina

MISSERI: a terra, a terra

PM: e che cosa ha fatto?

MISSERI: e l’ho violentata

PM: quando lei è arrivato a decidere di buttarla nel pozzo

MISSERI: si

PM:...ha rivestito Sarah, quindi si è..

MISSERI: l’ho rivestita prima sì

PM: l’ha rivestita prima di ripartire dal luogo della violenza

MISSERI: sì

PM: perchè ha deciso poi di spogliarla di nuovo e di buttarla nel pozzo e non l’ha buttata con tutti i vestiti

MISSERI: per bruciare tutte le robe, i vestiti, le cose

PM: e perchè? Che cosa cambia se ha i vestiti o non ce li ha?

MISSERI: ah, in quel momento mi è venuto così

(...)

PM: per indicare il luogo dove Sarah è stata buttata cosa ha fatto?

MISSERI: prima ho messo un po’ di paglia sopra, penso che l’avete vista

PM:

MISSERI: poi ho messo un ceppo della vigna, poi ho messo una pietra che stava alle spalle

PM: ma un tufo o una pietra, che cos’era?

MISSERI: tufo era tufo

PM: tufo che si trovava lì

MISSERI: l’ho preso dalla strada

PM: Quando lei ha lasciato lì Sarah ha messo il ceppo, l’ha cosa.. cosa ha fatto?

MISSERI: ho fatto qualche Ave Maria, il segno della croce

PM: e se n’è andato?

MISSERI: e me ne sono andato.

sabato 16 ottobre 2010

Un padre affettuoso, uno zio premuroso

Credevamo che a questa storia la parola fine fosse stata oramai posta. Invece non è così. Questo giallo estivo diventa sempre più un melodramma con colpi di scena che nemmeno nella fervida mente di un giallista da strapazzo avrebbe potuto trovare spazio. Il Michele Misseri, reo confesso dell'uccisione della nipotina Sarah Scazzi, ha fatto ulteriori dichiarazioni e sono veramente una bomba: avrebbe infatti coinvolto la figlia Sabrina sostenendo che fu lei a trascinare S. in cantina dopodiché egli l'avrebbe strangolata mentre Sabrina la teneva ferma. Nel frattempo sono stati ritrovati sia la batteria del cellulare che le cuffiette. Dove? Nel garage. Come mai proprio nel garage dove la polizia si è ben guardata dal metter piede sino a ieri? Dovrei pensare a una trappola. Non hanno messo i sigilli perché aspettavano che qualcuno facesse un passo falso in realtà il garage era ben monitorato. Ma non credo che le cose siano andate così dal momento che nel fermo giudiziario nei confronti di Sabrina Misseri ci sono le rivelazioni del padre la testimonianza di Mariangela Spagnoletti, lamica conla quale Sabrina e Sarah dovevano recarsi al mare il 26 agosto. Testimoninza, quella di Mariangela, in contrasto con quanto affermato da Sabrina sui suoi movimenti quella fatidica mattina. Una premessa necessaria: un uomo che prima uccide la nipote che ha visto crescere nella sua casa e poi accusa la figlia di essere sua complice, ammesso anche che dicesse la verità, una persona del genere è un essere abbietto.  Non concespisco che un padre mandi in galera una figlia, ripeto, fosse anche sua complice. Ovvio, che di fronte a un tale personaggio che non pare sentire stima e affetto per nessuno, dubiti persino che mi dica che è giorno seppure il sole brilla allo zenith.

domenica 10 ottobre 2010

Il pedagogo pedofilo

La notizia:


Un ragazzo 21enne è stato arrestato a Savona per lo stupro di una bimba di 2 anni, sorellina della fidanzata del pedofilo.
Il ragazzo, originario di Valbormida, è stato denunciato dalla madre della bimba, che avrebbe visto il giovane toccare la bambina mentre la cambiava. Pare che le molestie durassero già da un mese, ma la fidanzata dello stupratore non si era mai avveduta di simili abusi. E’ stato il pubblico magistrato Danilo Ceccarelli a dare disposizioni per l’arresto del pedofilo. I carabinieri di Cairo Montenotte hanno portato via il ragazzo ieri sera, per condurlo al carcere di Genova, non senza difficoltà, visto che i genitori erano determinati a portare a termine il linciaggio del pedofilo.
Il giovane, studente iscritto a Pedagogia, ha ammeso di nutrire un interesse sessuale verso i bambini. Il ragazzo ha ammesso una decina di episodi di molestie del genere su bambini. Oltre che studiare Pedagogia, il ragazzo lavorava abitualmente come baby sitter. Due particolari, quelli sugli studi e sul lavoro dello stupratore, che rendono ancora più assurda l’orribile vicenda di Savona. Il ragazzo 21enne è attualmente in stato di fermo, in attesa che le indagini e il processo facciano chiarezza sull’accaduto e sulla sua presunta colpevolezza (bisogna sempre ricordare che, prima del termine del regolare processo, tutti sono innocenti e nessuno merita il linciaggio, né fisico, né mediatico.)

Da un mese molestava la sorellina della propria fidanzata


Genova, 9 ott. (Apcom) - Ha ammesso le sue responsabilità davanti agli inquirenti il giovane di 21 anni arrestato dai carabinieri di Cairo Montenotte, nell'entroterra di Savona, con l'accusa di aver violentato la sorellina di due anni della propria fidanzata. Ad allertare i militari è stata la madre della bimba, residente in Val Bormida, che ieri sera ha colto in flagrante il ragazzo mentre accarezzava e palpeggiava la piccola. A suscitare i sospetti della donna, l'eccessivo attaccamento della bambina nei confronti del giovane e alcuni arrossamenti nelle parti intime della piccola, che viveva come un gioco le violenze perpetrate dal fidanzato della sorella, che era totalmente ignara di quanto stava accadendo. Secondo quanto dichiarato dal comandante della compagnia dei carabinieri di Cairo Montenotte, Carlo Caci, nell'ultimo mese il ragazzo avrebbe molestato più volte la bimba, toccandola con le dita nelle parti intime, senza mai arrivare ad un rapporto sessuale completo. A confermare le violenze, la visita pediatrica a cui la bambina è stata appena sottoposta nell'ospedale San Paolo di Savona. L'arresto del giovane, che si trova attualmente recluso nel carcere genovese di Marassi in attesa dell'interrogatorio di garanzia, è stato disposto dal pubblico ministero Danilo Ceccarelli, dopo la denuncia della madre della piccola, ascoltata a lungo ieri sera dai militari. Il ragazzo, residente nella riviera ligure di ponente, era incensurato, con una famiglia definita rispettabile dagli inquirenti. 


PEDOFILO/ violenta bimba di 2 anni. La madre: inimmaginabile, per noi uno choc.
 ”Non riusciamo ancora a capacitarci di quello che e’ accaduto. Nostro figlio e’ un ragazzo d’oro e non ha mai dato alcun problema. Abbiamo saputo del suo arresto solo nel pomeriggio. Per noi e’ stato un choc inimmaginabile”. Lo ha detto la madre del giovane pedofilo, studente di pedagogia, arrestato per aver violentato una bimba di 2 anni, sorellina della sua fidanzata.
Il giovane pedofilo, in stretto isolamento nel carcere di Marassi, verra’ interrogato domani o martedi’ dal giudice per le indagini preliminari.


Commento: la notizia in questo caso si commenta da sé. Non ci sono parole. Non c'è limite alla perversione umana. 

sabato 9 ottobre 2010

La deriva, lo sconcerto e i dubbi


La deriva



Come era prevedibile, come era immaginabile, sono già iniziati i linciaggi per sottoporre a morte crudele il signor Michele Misseri, reo confesso della uccisione e successivo abuso sessuale post mortem, della nipote, la povera Sarah Scazzi. Il peggio di noi è sempre pronto a emergere. Sul piano strettamente morale chi inneggia alla pena di morte e chi materialmente uccide sono simili. Il quinto comandamento, infatti, recita: "Non uccidere". E' lapidario in questo. Essendo un precetto che ci viene direttamente dall'Alto non ci è permesso contestarlo o eccepirlo. In ogni caso, anche per chi non crede, dovrebbe sapere chela pena di morte non risolve i problemi bensì li aggrava: una società che si basa su questo grado estremo di giustizia è una società violenta. L'esatto opposto di ciò che uno vorrebbe. A parte tutto questo vi è un'altra considerazione: se ponessimo a morte il Misseri perderemmo l'occasione di studiare la psiche di un uomo che dalla  normalità passa alla mostruosità. Mentre per i più sbrigativi il Misseri è sono un fastidio da estirpare per chi si incammina nel percorso angosciante del crimine egli rappresenta un libro da sfogliare e studiare sino in fondo. 

Lo sconcerto

La confessione del Misseri, secondo il GIP non è poi tanto attendibile. Non si comprende perché Sarah sia andata verso il garage e non si capisce perché chi era in casa non ha udito nulla. Il Misseri racconta che S. era già stata molestata da lui il 20 di agosto, le aveva praticamente palpeggiata il sedere. Un gesto volgare che la ragazzina non aveva affatto gradito. Ci riprova il maledetto 26 agosto. S. si affaccia alla porta del garage per salutarlo; lui l'attira dentro e cerca di toccarla davanti. Lei si infuria e gli volta le spalle dichiarando che avrebbe detto tutto a Sabrina decretando così la sua condanna a morte. Qualcosa non torna in questa ricostruzione. Se S. era già stata molestata non penso proprio che andava verso il garage a incontrare lo zio. Proprio questo è il dubbio del GIP. E ha ragione  nel dubitare. Tuttavia, a parte questo particolare che il Misseri dovrà chiarire, per il resto sembrerebbe una confessione veritiera. Eppure, questo particolare non chiarito butta una luce sinistra sugli altri familiari. Come se S. fosse andata in casa e lì soppressa. Da chi? C'è il dubbio che Misseri voglia coprire qualcuno e i sospetti si addensano sulla figlia Sabrina. Questo apre tutto uno scenario diverso e complesso al quale personalmente non credo affatto: Misseri si accollerebbe una colpa non sua. S. sarebbe stata uccisa altrove, per altri motivi. Mi pare tutto molto complicato. Io credo alle dichiarazioni del Misseri perché hanno un elemento che solo chi lo ha commesso può confessarlo poiché non ha alcuna attinenza con una probabile copertura. Alludo all'abuso sessuale sul cadavere. Perché ammettere una simile turpitudine se non la si è commessa? Anzi, già mi meraviglia che l'abbia confessato dato che bastava dire che era ossessionata dalla ragazza che lo respingeva. Probabilmente, fra un po',  quando si sarà ripreso, il Misseri smentirà questo particolare. Ma intanto lo ha confessato.
La confessione dell'assassino si incastra perfettamente nel contesto in cui il fatto è avvenuto; è congruo nei tempi e si inserisce nel contesto logico delle altre deposizioni. Ammette che ha ucciso la nipote nel garage, di averla occultata dietro un cartone quando Sabrina e Mariangela lo hanno visto fuori dal garage. Poi asserisce di averla messa in macchina sempre sotto questo cartone. Quindi sarebbe andato in campagna, avrebbe spogliato il cadavere, l'avrebbe violentato, di nuovo rivestito, quindi giunto alla cisterna lo avrebbe nuovamente spogliato, calato nell'acqua e successivamente avrebbe bruciato i vestiti e la batteria del cellulare. La batteria, non il telefonino. Perché non il telefonino? Forse perché non riusciva a trovarlo. Quando finalmente lo ha ritrovato ha cercato nuovamente di disfarsene usando il fuoco. Ma questa volta la cosa non ha funzionato. Ciò ha indebolito le sue difese, lo ha per un attimo terrorizzato e ha chiamato la figlia per sapere come comportarsi. 
Tuttavia trovo complesso l'aver prima spogliato il cadavere per violarlo e poi averlo rivestito per nuovamente denudarlo. Lo ha spogliato una sola volta per abusarne. Cioè, ha rischiato di essere veduto, ha perso tempo per il solo scopo di possedere un cadavere. Vuol dire che per lui l'atto necrofilo valeva il rischio. Questo la dice lunga sul personaggio... 


Sabrina

Sabrina non può aver commesso il fatto. Ha un alibi che è l'amica Mariangela. Questa si è presentata a casa subito dopo che S. era a sua volta giunta. Ma Sabrina si scagiona da sola quando ella stessa non crede al padre quando asserisce che S. sarebbe andata spontaneamente nel garage per salutarlo. Inoltre, dice anche che l'auto, lei, quel pomeriggio, l'ha vista fuori dal garage. Perché smentire la versione del padre? Perché anche lei certe spiegazioni non sa darsele. Addirittura è impietosa quando apprende che suo padre sarebbe andato a pregare sulla tomba di S. Non pare credere a questo gesto pietoso di suo padre. Asserisce anche di non aver mai saputo da S. di essere mai stata molestata dallo zio. Può darsi che S. si vergognasse troppo per dirlo. 
Se il Misseri non dà una confessione completa questi dubbi sulla figlia non si chiariranno mai. Ma perché Misseri non è chiaro?

I dubbi

Il modo come ha ucciso S. fanno riflettere. E' stato rapido, professionale, silenzioso. Darebbe quasi l'impressione che non si è trattato della prima volta. Non sarebbe male dirimere questo dubbio facendo una ricognizione temporale e criminologica su fatti e avvenimenti accaduti in quelle zone anche nel lontano passato. Sono scomparse altre ragazze, o prostitute, o donne in generale? Il Misseri potrebbe essere un serial killer, un sociopatico, uno che in famiglia è una brava, ottima persona, ma dentro di sé ha rabbia, odio, ed è completamente apatico nei confronti dei sentimenti altrui. Come tutti i sociopatici è un bugiardo cronico. La violenza post-mortem appartiene senza altro a un disturbato. 
Se Misseri è un sociopatico si spiegano tante cose: la freddezza nell'uccidere, la propensione alla menzogna e alla recitazione. Ma assumerebbero altro significato il cellulare tenuto (un souvenir) e il suo successivo falso ritrovamento (egocentrismo, voglia di protagonismo, manipolare le indagini). Sarebbe veramente una grande sorpresa venire a scoprire che il grande segreto del Misseri è nel delitto reiterato. Ovviamente non dico che sia un autentico serial killer ma non lo escluderei del tutto a questo punto.
Il garage della casa si trova esternamente al cortile. Praticamente è sulla strada. Dunque si spiega perché S. non abbia mai suonato il campanello: non ha mai varcato quel cancello. Il garage si sviluppa in lunghezza e in profondità degradando verso il basso. In sostanza è un budello che a fatti avvenuti sembra veramente un luogo tetro che fa venire i brividi. Il Misseri ha dunque studiato la strada. Ha notato che non c'era nessuno ed ha agito. Sono sempre più convinto che il delitto sia stato premeditato.

Concetta Serrano Spagnolo

La mamma di S. ha senz'altro un cognome molto più romanticheggiante di suo marito. Per chi, come me, sente la musicalità delle parole, Serrano Spagnolo pare un nome da romanzo. Anche lei sembra  uscita da un romanzo. Il suo viso imperturbabile ha fatto nascere molti dubbi nelle persone, come se non provasse emozioni. Il fatto è che ragioniamo per stereotipi: una madre disperata deve per forza piangere e un assassino deve per forza essere freddo. Questa triste storia ha raccontato le cose completamente alla rovescia. E' la madre che contiene le emozioni mentre e l'assassino che si dispera. Concetta Serrano ha dimostrato invece molta determinazione, voleva trovare sua figlia a tutti i costi dicendo che bisognava  indagare tra i familiari. Ha sempre avuto le idee più chiare di chiunque. Conosceva troppo bene sua figlia: non sarebbe mai scappata di casa e non sarebbe volontariamente salita su un auto di sconosciuti. Lei riteneva che solo chi conosceva i movimenti di S. di quel pomeriggio potesse essere il suo aggressore. Aveva ragione da vendere, purtroppo. Personalmente provo molto ammirazione per questa donna, come la provo per Sabrina. Anche lei ha cercato la verità ad ogni costo. E quando è venuta a galla la verità ha pianto per S. più che per suo padre. Adesso deve fare i conti sia con il presente di un padre orco che con un passato che a questo punto appare fosco e oscuro.

Chi l'ha visto

Purtroppo non ho veduto in diretta la trasmissione della Sciarelli. Ne ho sentito parlare la sera stessa poiché come sempre appena tornato a casa su internet cercavo aggiornamenti su Sarah.  L'ho veduta in seguito su you tube. Ora, vorrei dire che personalmente non getterei la croce addosso sulla Sciarelli perché la mamma di S. ha saputo che la figlia era stata probabilmente uccisa dallo zio in diretta tv. Per Concetta, penso, non faceva differenza chi e come le dava la notizia. Anzi, forse la televizione le ha dato quelle informazioni che altri non si sognavano di darle se non a cose fatte. Quella puntata di chi l'ha visto è stata un crescendo di tensione. Si provava l'emozione della tragedia greca, di qualcosa che sta accadendo. Il dramma si consumava minuto dopo minuto con grande suspence. Secondo me la Sciarelli si è comportata in modo professionale e ha condotto una diretta difficile con lucidità.

Le indagini

"Indagate sulla famiglia, su mio marito, su me, su mia nipote Sabrina" disse Concetta Serrano. Non alluse al vero assassino. Anzi quando si addensarono su di lui i primi veri sospetti disse che Michele Misseri proprio non poteva essere, ci avrebbe messo la mano sul fuoco. Ciò dimostra la stima che quest'uomo riceveva dalla società. Un vero insospettabile. Ecco perché l'ha fatta franca per tanto tempo. Però, la stima della gente non deve assolutamente inficiare il giudizio di chi indaga. Io ho sbagliato nella ricostruzione della mia indagine internautica poiché avevo notizia, non smentita da nessuno, che le telecamere della protezione Civile non avevano ripreso S. Avevo iniziato questo blog per commentare le notizie di cronaca nera. Quando ho letto un trafiletto di un'agenzia che riferiva la scomparsa in pochi minuti di una ragazza ho subodorato che sarebbe diventato presto una notizia più importante. Ma non avrei mai immaginato di questa portata. Volevo che qualcuno di Avetrana nei suoi eventuali commenti, mi desse notizia di queste videocamere. Hanno mai funzionato veramente? Hanno ripreso S? Se la ragazza è stata avvistata dalle videocamere allora la sua sparizione andava spostata sicuramente oltre via Raffaello. Ma siamo ormai quasi giunti in via Deledda. Se gli inquirenti avevano questa informazione che io non avevo, bisognava necessariamente supporre che forse S. era giunta a casa Misseri. In questo caso abbiamo una semplice equazione: ragazza scomparsa: uomo in casa = probabile vittima : a probabile  rapitore- Voglio dire, giunta a casa Misseri c'erano due possibilità: S. era stata vittima della cugina per motivi tutti da chiarire oppure c'entrava qualcosa il padre. La posizione di Sabrina era facile da chiarire perché lei ha subito incontrato l'amica Mariangela. E allora che lei si è preoccupata. Se Mariangela, che era in auto, ha fatto la medesima strada di S., e se S. è già in strada - cosa che Sabrina sa perché ha ricevuto lo squillo di lei al momento in cui è uscita - come mai allora, Mariangela non l'ha vista? Insieme a quest'ultima Sabrina scende in cortile, vede suo padre davanti al garage, domanda anche a lui se ha visto S. Glielo chiede davanti a Mariangela, dunque, se avesse fatto del male a sua cugina all'insaputa del padre non avrebbe fatto questa richiesta proprio a lui che poteva averla vista e quindi sconfessarla davanti a Mariangela. Michele Misseri si fa trovare davanti al garage proprio per evitare che gli chiedano notizie della nipote andandolo a cercare nel garage dove l'ha appena uccisa. 
Dunque, gli spostamenti di Sabrina sono verificabili.
A questo punto rimanevano altri due sospettati: la madre di Sabrina e Michele Misseri. Ma la mamma stava riposando, quindi si escludeva. Rimaneva il signor Misseri. Se si avevano sospetti sulla famiglia è  sull'unico uomo presente in casa che dovevano concentrarsi i sospetti. Una notizia sostiene che il cellulare di Misseri verso le 15:00 è stato aggangiato presso san Procopio, il luogo dove è stata sepolta S. Dunque noi abbiamo una ragazza scomparsa, non sappiamo ancora dove ma nei pressi di via Deledda. Un uomo in casa. Una macchina, quella dell'uomo, che si reca in campagna pochi minuti dopo la scomparsa. L'uomo è stato visto dalla figlia e da Mariangela presso il garage, questo diventava il luogo del probabile sequestro. 
Se avevano questi elementi, ovvero che S. era quasi giunta in prossimità di casa Misseri e non avevano segnalazioni di altre auto nei paraggi, su Misseri dovevano fare i dovuti accertamenti. Se non altro per  escluderlo dalle indagini.
Misseri tra l'altro sostiene che stava aggiustando il trattore che non partiva. Come mai allora era davanti alla porta del garage? ed era unto? Scommetto che sul corpo di S. non vi sono tracce di grasso. Perché Misseri non ha mai avuto intenzione di recarsi nel garage per aggiustare il trattore. Anzi, c'è da accertarsi se era sua abitudine fare un riposino a quell'ora oppure era normale che aggeggiasse in garage. Misseri sostiene in una intervista subito dopo che sabrina e l'amica sono uscite lui è andato con un cugino a raccogliere fagiolini. Ma se è vero che il suo cellulare è stato agganciato a san Pancrazio è chiaro che stava mentendo. E la cosa doveva esser chiara anche al cugino. Ma forse non è vero che si è recato subito a san Pancrazio, forse è vero che è andato a raccogliere fagiolini. In questo caso, beh, si sarebbe creato un alibi eccellente, perché chi poteva sospettare che mentre era con suo cugino aveva lasciato il corpo della nipote in macchina con la figlia che era già andata a dare l'allarme?
Sono meravigliato che l'intera abitazione del Misseri non sia stata posta sotto sequestro e perquisita da cima a fondo alla ricerca di altre prove su questo delitto o di altre probabili vittime. 


Michele Misseri

Fino a ieri un galantuomo, un lavoratore indefesso, un buon padre di famiglia. Oggi, un mostro, un assassino, un orco. Oggi... ma è mai possibile che questa nipotina lo abbia talmente turbato da cambiargli il carattere, renderlo lascivo, trasformarlo in un assassino e poi in un necrofilo? Mmmmhh...
In questo momento si trova in carcere, in isolamento. Non può avere contatti con altri detenuti poiché rischierebbe di venire aggredito. Farà tutti gli anni della sua detenzione in un reparto speciale. Il reparto dei reietti: quello di pedofili, degli stupratori, degli infami. 

Sarah  Scazzi 

Avrebbe dovuto confidarsi. Ma non lo ha fatto. Poteva dire che lo stimatissimo Michele Misseri era un porco? Uno che assembrava quasi un padre per lui fino a poco tempo prima? Non l'avrebbe creduta nessuno. Pensava lei. Si sbagliava, Concetta Serrano l'avrebbe creduta. Ma lei non aveva un rapporto idilliaco con la madre. Si sbagliava una seconda volta, perché Concetta è stata la più esplicita nel volere indagini a tutto campo. Non le importava che si venissero a scoprire pubblicamente gli scheletri nell'armadio. Voleva trovare sua figlia e basta. 
Sarah è una delle tante vittime di abusi sessuali. La sua storia fa parte della banalità del male. Ogni giorno muoiono per mano di predatori sessuali decine di persone. Il tragico episodio di S. è uguale a mille altri ma aver vissuto questo dramma giorno per giorno mi rende questa ragazza molto vicina al cuore. Requiescat in pace.







giovedì 7 ottobre 2010

Soluzione del caso

Tutto sbagliato.
Le mie conclusioni erano tutte sbagliate. Lo zio, padre di Sabrina, il signor Michele Misseri, ha confessato: ha ucciso Sarah nel garage di casa il giorno stesso della sua scomparsa. L'ha strangolata con una cordicella mentre era girata di spalle. Le ha usato violenza carnale post-mortem. L'ha denudata. Ha bruciato i vestiti e, infine, ha nascosto il corpo in una cisterna. Il cadavere della povera S. è stato ritrovato in base alla dichiarazioni dell'uomo. Perché è accaduto tutto questo?
Lasciatemi innanzitutto dire che le miei conclusioni sul caso erano sbagliate perché le premesse erano sbagliate. 

Non era nel cerchio giallo che andava risolto il mistero di questa scomparsa. S. era giunta in casa di Sabrina. Io, invece, l'avevo escluso basandomi sulla notizia che le videocamere della Protezione Civile fossero in funzione e avessero ripreso quanto avveniva in istrada. Il dubbio se queste benedette videocamere erano o meno in funzione non l'ho ancora risolto. La soluzione del caso era legata alle immagine riprese da queste telecamere. Se S. è stata ripresa, ovviamente il cerchio avrebbe incluso anche la casa dei Misseri. In quel caso avrei dato altre conclusioni. Avrei senza altro escluso la coppia poiché la loro auto non è apparsa sulla videosorveglianza. Gli inquirenti conoscevano questo particolare? Il lasso di tempo  della sua scomparsa a questo punto si sarebbe dilatato poiché avremmo avuto un arco temporale compreso fra le 14:30, omento in cui Sarah esce di casa,  e le 14:37, momento in cui Mariangela giunge dai Misseri. Mariangela non ha visto Sarah lungo il percorso per cui le conclusioni erano che S. fosse scomparsa un attimo prima di entrare in quella casa. Poiché le due ragazze. S. e Mariangela sono arrivate quasi in contemporanea a casa di Sabrina. Ma per una frazione di secondi Sarah è giunta prima. Ed è stata la sua fine. Eppure, qualcosa ancora non torna. Cerchiamo di  rispondere a queste domande: Quando è stata aggredita Sarah? Perché  è stata uccisa? Perché violentarla post mortem? Perché far ritrovare il cellulare? Perché la confessione? Cosa accadrà ora?

Quando è morta Sarah e perché è stata uccisa?
Le cronache dicono che S., il giorno prima avrebbe confessato a Sabrina che il padre aveva fatto nei suoi confronti delle avances. Sabrina prende male la notizia e le due litigano. Non so quanto sia vera questa notizia. Ma pare che il fratello  di S. confermi queste confessioni di sua sorella a Sabrina. Quello che dicevamo: bisogna studiare la vittimologia. Comunque sia, se questa notizia è autentica allora l'omicidio di Sarah, parrebbe essere stato programmato. Strano che il giorno prima la ragazza confessi queste avences e il giorno dopo venga uccisa proprio dall'uomo che la molesta. Il signor Misseri non è impazzito d'un tratto perché la nipote ha rifiutato le sue richieste libidinose. Il signor Misseri ha ucciso scientemente la nipote perché non parlasse. C'era in ballo la sua facciata di uomo onesto agli occhi dei paesani e di padre e marito devoto agli occhi dei familiari. In realtà, il lupo molestava da tempo la ragazza. Ne era ossessionato. Forse, non sa spiegarsi neppure lui perché. Ma così era. Deve avere sentito la discussione tra figlia e nipote e ha deciso di agire alla prima occasione. Perché penso tutte queste cose? Presto detto.
S: giunge a casa Misseri poco prima di Mariangela. Sono le ore 15:35/36. Alle 14:40/42 S. è già morta. Nel momento in cui ella non ha più l'uso del cellulare vuol dire che è già stata uccisa. E' dalla medesima confessione dell'uomo che traggo questa conclusione. Egli dice di avere ucciso la nipote mentre era girata di spalle. Se alle 14:40, quando Sabrina chiama S. è ancora viva perché non dovrebbe rispondere? Ma soprattutto, se sta respingendo le avances dell'uomo perché avrebbe spento il cellulare? Il cellulare lo ha spento Michele Misseri dopo aver ucciso la nipote. Non sapendolo spegnere ha tolto la batteria. Ma a quel punto S. non è più in possesso del suo cellulare. Non è più nelle sue mani. Perché se lo fosse stato, avrebbe risposto o quanto meno non lo avrebbe spento. Lo spegneva proprio quando aveva bisogno di aiuto? La vita di S. si spegne nell'arco di 5 minuti, 6 al massimo. Dov'è il tempo dell'avances, della discussione, del rifiuto? E poi il Misseri farebbe queste richieste con la figlia in casa e l'amica già arrivata e pronta a partire? A rischio che la ragazza urlasse? 
So l'obiezione: e con la figlia e l'amica in casa, la uccide? No, se è un raptus. Nel senso che, nonostante la rabbia e la frustrazione, con tutta questa gente in casa, immagino anche la moglie, si sarebbe trattenuto dal farlo. Ma se lo ha programmato sì, perché sa come agire. Sa quello che farà subito dopo, sa quali saranno le sue mosse. Le ha già previste. Sabrina non ha sentito suonare il campanello, segno che S. non l'ha fatto squillare. Il suo assassino non poteva permettere questo, doveva far credere che S. non fosse mai arrivata a casa sua. Nel caso di un raptus improvviso avrebbe agito in questo modo come se avesse previsto che gli sarebbe venuto lo stesso raptus? Una contraddizione in termini. E poi c'è l'esecuzione, la modalità: la strangola con un laccio mentre lei è girata. In pochi minuti ci sono le avances, il rifiuto, guarda caso Misserri si trova a portata di mano una cordicella, e la usa. Forse in preda al raptus avrebbe ucciso con un oggetto contundente. Invece ha utilizzato, guarda caso, un metodo silenzioso.  Ma S. è girata quando lui agisce. Cioè si pone proprio nella posizione ideale per non essere visto dall'assassino  mentre le porrà la corda la collo. Non è molto più logico pensare che questa modalità è stata studiata per procurare il minimo rumore e la minima reazione possibile? Certo ha rischiato. Ma non poteva permettere che quella discussione fra S. e Sabrina proseguisse anche al mare, tanto più alla presenza di una estranea alla famiglia.  Inoltre c'è un altro elemento che fa pensare alla lucidità dell'uomo. La figlia racconta che subito dopo aver ritentato di chiamare S., scende con l'amica e trova il padre fuori dal garage. Lei gli dice che andranno da Concetta, cioè la mamma di S:, a vedere se per caso la ragazza è ancora lì. Lui è lì, fuori dal garage. Ed è tranquillo!
Concludendo: la manciata di minuti in cui è avvenuto il delitto; la mancanza di segni di S. che è giunta a casa  Misseri; la modalità dell'omicidio; il comportamento dell'uomo a pochi minuti dall'omicidio, tutte queste cose dirottano le conclusioni verso la premeditazione. Ma c'è di più. Il luogo in cui S. è stata occultata, e il modo, sembrano anche essi premeditati. Forse aveva preparato la tomba la mattina stessa, o sapeva dove sarebbe andato e si era ben preparato all'occultamento. Egli stesso, ammette, che quel pomeriggio era nel garage a cercare di far partire un trattore che poi non è partito. Non si è avviato perché lui non si è mai messo a ripararlo. Aveva altro a cui pensare.
Ho saputo solo oggi che il giorno dopo il ritrovamento del cellulare, il Misseri ha dichiarato che il pomeriggio in cui S. è scomparsa ha sentito il rombo di un auto. Cioè avrebbe dichiarato quasi un mese dopo un elemento importante, forse determinante. Avessi saputo di questa dichiarazione tardiva lo avrei messo in cima alla lista, perché non è vero che c'erano macchine quel pomeriggio e poi perché le testimonianze tardive sono sempre sospette.
Credo che Sarah avrebbe raccontato sicuramente molto più di semplici avances.  


Perché lo stupro post mortem?
 Il perfido Misseri confessa che ha violentato S., post mortem. Fare un'ammissione del genere è agghiacciante. Perché lo fa? Se dice il vero vuol dire che il desiderio verso questa povera ragazzina era veramente intenso, una bramosia mostruosa. La può avere finalmente tutta per sé, e non fa differenza che sia morta. Ma quando avrebbe compiuto questo oltraggio? Subito dopo averla uccisa? Pare strano... in pochi minuti, uccide, stupra e poi si ritrova tranquillamente fuori dal garage? Che ci faceva fuori dal garage? Si stava creando un alibi. Ma S: era veramente già morta oppure l'aveva tramortita e poi, con calma, l'ha uccisa? Quindi, forse l'ha violentata prima di strangolarla? Non saprei... eppure mi risulta difficile credere che l'uccisione e lo stupro siano avvenuto in simultanea. Secondo me, lo ha fatto con calma, dopo... Dopo che si è fatto vedere dalla figlia, quando era solo nel garage e doveva iniziare a sbarazzarsi del corpo. Se questo è vero, lo stupro è stato un raptus. L'omicidio proprio no. Nel possedere il cadavere ha scaricato l'adrenalina, ha esaudito un desiderio, ha assaporato ciò che non avrebbe mai più potuto riprovare. Adesso o mai più. Ma questo gesto lo ha distratto, e gli ha fatto commettere un errore fatale...


L'occultamento
Al MIsseri non resta che finire quello che ha programmato: occultare il cadavere. Lo spoglia, non c'è nessuna utilità nel fare una cosa del genere, anzi, rende la presa del corpo ancora più difficile senza indumenti da usare come maniglie. Spoglia il corpo per la pura violenza carnale. Ma non riesce a rivestirlo o la cosa è troppo complicata. Si deve liberare di Sarah, ma quando lo fa e come? Quando la figlia rientra lui dov'è? Le ricerche di S. scattano quasi subito, immagino che egli sia uscito subito. Ma con cosa è uscito? In ogni caso, la videocamera famosa ha ripreso questo passaggio del mezzo del Misseri? Oppure ha girato per via Ariosto e non si è fatto riprendere? Quanto tempo ci mette a occultare il cadavere? e lo fa così, in pieno giorno? Sì, deve averlo fatto, ma forse la sera. Nel frattempo il corpo di S. è rimasto nel garage. Forse fa finta di unirsi a qualche squadra di ricerca mentre in realtà va a nascondere il cadavere. Questo passaggio non è chiaro. Ma una cosa è certa, si è dimenticato del cellulare. Lui dice di aver bruciato i vestiti. Di aver occultato il cadavere ma non si è disfatto del cellulare di S. Altrimenti perché seppellire così bene il corpo e poi tenersi il cellulare? Se ne è dimenticato! Quando lo rinviene non sa come disfarsene. Oramai l'intero paese sta cercando S. Lui deve aspettare la buona occasione per liberarsene. Ma ecco che che in paese arrivano giornalisti, poliziotti, carabinieri, esercito. Ovunque ci sono camionette, cani, elicotteri, telecamere. Non può tenersi il cellulare in casa, se arrivano a perquisire l'abitazione lo incastreranno. Deve trovare una soluzione.


L'enigma del cellulare ritrovato 
Sono stato un vero babbeo nel credere alla sua versione: "Il giorno prima ero andato a pulire un terreno con un altro operaio, abbiamo raccolto le stoppie e poi abbiamo dato fuoco. Mi ero dimenticato un cacciavite e così sono tornato a riprenderlo. L'occhio mi è caduto su un cellulare. Là per là ho pensato che fosse del mio collega ma poi avvicinandomi ho visto che aveva un ciondolino attaccato come quello che usava S. Me lo diceva il cuore che era il suo. Così ho chiamato Sabrina per avere conferma. Lei mi ha risposto che sì, quello era proprio il cellulare di S. Allora ho chiamato i carabinieri. Ma lo so che ora tutti penseranno, ma proprio lo zio doveva trovare il cellulare di S.? So che mi faranno questa domanda."
Lo sa infatti, e gliela faranno, e lui non saprà cosa rispondere se non ribadire la solita solfa. 
Perché il Misseri, ovvero l'assassino di S. fa trovare questo cellulare? Fino a quel momento nessuno lo aveva sospettato. Perché fa questo, perché fa accendere i riflettori su di sé? Viene detto che il senso di colpa lo lacera è questo è un modo per farsi catturare. Balle!
La realtà è che le cose gli stanno sfuggendo di mano. Forse i carabinieri non sospettano di lui ma pensa che prima o poi a casa si faranno un sacco di domande. Tutti quelle forze dell'ordine, tutti quei giornalisti. I nervi cominciano a cedere. Ma ha trovato una soluzione al telefonino. Il giorno in cui dovranno bruciare le stoppie lui se lo porta dietro. Vuole bruciarlo, liquefarlo nel fuoco. E' un ottima occasione per liberarsene. Ed è proprio quello che fa. Lo butta nel fuoco. O almeno così crede. Infatti il cellulare verrà ritrovato parzialmente bruciacchiato. Quindi a contatto con il fuoco deve esserci stato. Forse con il calore. Ma non le fiamme. In qualche modo, insomma, l'oggetto si preserva. Quando il giorno dopo ritorna per riprendere il cacciavite, che forse veramente ha dimenticato, o forse vi si reca per verificare che tutto sia andato in porto, ecco che vede il cellulare integro. Non crede ai suoi occhi! Pensa che la nipote lo stia maledicendo. Non può essere sopravvissuto alle fiamme eppure è cosi che è andata. Lo prende il panico e chiama la figlia. Certo può disfarsene ancora, ma adesso è terrorizzato. Gli cedono i nervi e commette l'errore di denunciare il ritrovamento del telefonino. Forse dopo un po' si riprende e capisce la stupidaggine che ha fatto. Ma oramai è troppo tardi per tornare indietro. Quando lo vediamo raccontare il ritrovamento, egli a un certo punto piange, perde la freddezza. E se lo notate accade ogni volta che dice di aver riconosciuto che il cellulare era proprio quello di S. Cioè ogni volta che ripensa alla forte paura emozione provata nel essersi sentito additato dalla nipote. Non piange per lei. Piange per se stesso.  Per lo stress. Per il ricordo della la stupidaggine che ha compiuto. 


La confessione 


Non bisogna veramente credere che il Misseri sia pentito. Egli non è pentito di nulla. Quando confessa lo fa perché è sopraffatto dallo stress. Di là, sotto torchio ci sono pure la figlia maggiore e la moglie. Forse gli fanno credere che esse hanno detto qualcosa. Forse ha paura che lo mettano a confronto con loto. Può mentire alla polizia ma non alla famiglia. E non per che egli sia leale alla famiglia. Bensì perché loro lo conoscono bene e saprebbero capire se sta mentendo o meno. Alla fine preferisce dire tutto agli inquirenti che provare vergogna con la figlia e la moglie. Confessa per stanchezza e pura vigliaccheria. Non certo per pentimento. 

Cosa accadrà ora?

 Quello che accade in tutti questi casi. Michele Misseri può essere stato un perfetto cittadino. D'ora in avanti sarà considerato un mostro. Si sospetterà sempre che gli piacevano le ragazzine. Le sorelle sicuramente non si parleranno più: intendo la madre di Sarah e quella di Sabrina, poiché la prima penserà sempre che l'altra qualcosa doveva saperlo. Le figlie del Misseri, soprattutto Sabrina, si porteranno dietro il senso di colpa per non capito. Sui Misseri aleggerà sempre il sospetto. Il dubbio. Soprattutto, nell'intera comunità, aleggerà la diffidenza. Nessuno si fiderà più di nessuno. Per un bel po' di tempo.
 


venerdì 1 ottobre 2010

Primi sospetti

Continua articolo del 30 settembre 2010

Leggiamo sulle news che il Procuratore che indaga sulla scomparsa di S., pare non credere alle coincidenze. Ovvero, trova sospetto che a ritrovare il cellulare di Sarah sia stato proprio lo zio. Giustamente gli inquirenti dubitano. Se le fonti sono attendibili, chi investiga crede che qualcuno abbia volutamente fatto trovare il cellulare al signor Micheli Misseri. Come mai, ci si chiede, nessuno aveva notato il cellulare il giorno in cui c'erano gli operai mentre quando lo zio di S. va a recuperare un cacciavite ritrova questo prezioso oggetto per le indagini? Sono domande legittime alle quali bisogna dare una risposta. Detta così, però, i riflettori vengono puntati nello stretto entourage della famiglia. Poiché solo in famiglia potevano sapere che il signor Misseri sarebbe ritornato sul luogo. Però, ci permettiamo di notare che il cellulare era parzialmente bruciato, segno che è capitato tra il fogliame da ardere il giorno prima che il Misseri si recasse a recuperare il cacciavite. Qualcuno deve averlo buttato fra le erbacce e non possono essere stati che gli stessi operai ai quali  evidentemente era sfuggito. Il telefonino ha rischiato di fondere. Ora, c'è da domandarsi, se qualcuno voleva far trovare l'oggetto al Misseri doveva sapere il momento esatto in cui costui si sarebbe recato nel campo. E su questo ancora possiamo pensare a qualcuno della famiglia. Ma costui doveva anche sapere dove, in quale parte del campo il Misseri si sarebbe recato per ritrovare il cacciavite. Insomma, dobbiamo credere che quando il Misseri si muove spiega passo passo quello che farà. Non dice: "Vado a recuperare un cacciavite." Fa di più, asserisce: "Vado a recuperare un cacciavite che ho lasciato nel terzo filare del campo presso il casamento sotto il quinto albero di pesco." Si fa per dire, ovviamente. Non sappiamo neppure se egli avesse idea di dove aveva lasciato questo cacciavite. A meno di non credere che in questo episodio non c'era nessun cacciavite da recuperare. Insomma, tutta una pantomima. 
Gli inquirenti hanno ragiona a dubitare. Bisogna diffidare delle coincidenze. Non si deve lasciare nulla di intentato. Però ci sfugge il senso di questo ritrovamento pilotato. Perché, se così stanno le cose, hanno voluto che il Misseri trovasse il cellulare? Se in questa storia sono coinvolti i familiari, una mossa del genere ci pare del tutto controproducente per loro stessi. Noi abbiamo dei dubbi che le cose stiano così. Però è anche vero che non abbiamo mai considerato tale possibilità. Cioè che qualcuno della famiglia fosse coinvolto in questa vicenda. Non ci sembrava che ci fossero le premesse per ragionare su tale ipotesi.
Staremo a vedere.